La grisaglia — dal francese grisaille — è una pittura di colorazione bruna o terrosa ottenuta con ossido di ferro macinato e unito a un fondente vetroso. È la stessa tecnica dei maestri vetrai di Chartres, di Notre-Dame, di Canterbury. Non è mai scomparsa: attraverso il Medioevo, il Rinascimento, il Barocco e il revival neogotico dell'Ottocento, è arrivata intatta fino a noi.
Cos'è e come funziona
La grisaglia si presenta come un pigmento terroso che, veicolato con una sostanza grassa (medium), permette la filettatura di contorni e le zone di massimo scuro. Stemperata con acqua distillata e stesa a velatura, permette invece — con la tecnica dello spolvero — di dare corpo e volume alla decorazione.
Il concetto fondamentale è dipingere con la luce. La grisaglia non aggiunge colore: crea ombre, limita la luce, la circoscrive. Il pittore vetraio lavora per sottrazione nelle zone luminose e per addizione nelle ombre, costruendo progressivamente la forma.
Accanto alla grisaglia tradizionale esistono gli smalti da gran fuoco — pigmenti vitrei colorati che si applicano con la stessa tecnica e permettono di aggiungere colori localizzati su un vetro già colorato in massa, creando effetti cromatici altrimenti impossibili. Le due tecniche si usano in combinazione.
Il processo di lavorazione
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01
Preparazione del pigmento
La grisaglia in polvere viene macinata su lastra di vetro o marmo con un muller fino a ottenere una consistenza impalpabile, poi mescolata con il medium — acqua e gomma arabica per la tecnica ad acqua, olio di lavanda per la tecnica ad olio.
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02
Prima stesura — il fondo
Si stende la grisaglia uniformemente su tutta la superficie del vetro, poi si rimuove — con pennelli asciutti, stecche, bastoncini — nelle zone che devono restare più luminose. Questo processo si chiama "tracciare" o badgeonner.
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03
Definizione dei dettagli
Con pennelli finissimi si aggiungono i dettagli: i tratti del viso, le pieghe del panneggio, le decorazioni architettoniche. La forma si costruisce per strati successivi.
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04
Cottura in forno
Il vetro dipinto va in forno a circa 650°C. A questa temperatura il fondente presente nella mistura vetrifica mentre la superficie del vetro è in fase di rammollimento: la grisaglia penetra il vetro e diventa indelebile. Il processo viene ripetuto tre, quattro volte — anche di più — per ottenere profondità e dettaglio.
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05
Assemblaggio a piombo
Completate le cotture, i singoli pezzi di vetro dipinto vengono assemblati con la tecnica della tessitura a piombo — le bacchette a sezione H che tengono insieme i frammenti. La stessa tecnica delle vetrate gotiche, immutata da mille anni.